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Navigazione anonima, perché è utile e come ottenerla

La navigazione online mette a rischio la nostra privacy, l’unico modo per evitarlo è diventare invisibili

Meglio chiarirlo subito: navigazione in rete e privacy non vanno d’accordo. Allo stato attuale, qualunque sia il browser (Safari, Edge, Chrome, Firefox, etc.), sistema operativo (Windows, Mac OS, Linux) o device (PC, smartphone) utilizzato, niente assicura l’anonimato e la protezione dei propri dati mentre si salta da un sito all’altro o si fa shopping online. Il nostro indirizzo IP sarà sempre alla mercé di chi è in grado di seguire le nostre mosse, localizzarci e tracciare i nostri comportamenti online.

E non bisogna erroneamente credere che questi esperti siano necessariamente hacker a caccia dei dati della nostra carta di credito, anche il nostro provider o gli amministratori dei siti web che visitiamo hanno interesse a scoprire il nostro comportamento online, un esempio su tutti è Facebook, sarà infatti capitato a molti di visualizzare inserzioni pubblicitarie in sintonia con le proprie esperienze di acquisto, questo è un classico esempio di come funzioni lo spionaggio online. Ecco perché è utile adottare un sistema di navigazione anonima che permetta all’utente di essere sicuro che la propria esperienza online resti privata.

Incognito non vuol dire anonimo

È opinione diffusa che per ottenere un anonimato online sia sufficiente utilizzare le funzioni di navigazione ‘in privato’ o ‘segreta’ che oramai offrono tutti i browser più noti, in realtà per ottenere un anonimato perfetto, capace di rendere ogni finestra che apriamo sul web, sia da computer che da smartphone o tablet, totalmente ignota, quello che è necessario fare è nascondere l’indirizzo IP. Si può farlo in vari modi, gratis o a pagamento e utilizzando siti web proxy o software.

Cominciamo con lo sfatare il mito che la modalità segreta o privata che i vari browser offrono garantisca una qualche forma di anonimato, la sola funzione che assolve è semplicemente quella di non memorizzare sul dispositivo utilizzato per navigare i dati di navigazione: pagine visitate, cronologia, etc. rimuovendo ogni traccia della navigazione quando la scheda viene chiusa. Ciò non impedirà però di risalire all’indirizzo IP usato per navigare e le nostre tracce online rimarranno in rete comunque. Un esempio di questa pratica è la navigazione in incognito offerta da Google Chrome. Per poter diventare totalmente invisibili sul web è necessario dunque utilizzare altre modalità.

Browser, VPN, proxy e motori di ricerca

Stabilito che, quello che conta per garantire il proprio anonimato in rete è nascondere l’indirizzo IP, vediamo come ottenerlo. Esistono innanzitutto browser che permettono di rimanere anonimi durante la navigazione, uno dei più conosciuti è Tor Browser con le omologhe app per Android Orbot e Orfox, con Orbot che si occupa del collegamento alla rete Tor mentre Orfox è il browser per la navigazione anonima. Il software è realizzato da Mozilla ed è il browser più usato per la navigazione di questo tipo, di solito utilizzato per la navigazione nel deep web o dark web, quei settori di internet che hanno siti e contenuti non indicizzati dai motori di ricerca con un indirizzo IP nascosto e raggiungibili solo grazie all’indirizzo web, resta comunque uno dei metodi più sicuri per navigare in maniera anonima sfruttando la rete Tor grazie ai cui nodi è impossibile risalire all’utente. Il browser, disponibile per Windows, Mac e Linux, è scaricabile gratis dal sito ufficiale torproject.

Altro sistema efficace per ottenere la navigazione anonima è usare una rete VPN (Virtual Private Network) come Hotspot Shield. Il principio su cui si basa la VPN è quello di connettere il dispositivo utilizzato a una rete secondaria da cui partono i collegamenti al web stabiliti dal computer. Installando il software su Windows o Mac il computer verrà connesso quindi ad una rete secondaria, il che avrà come risultato quello di camuffare la connessione poiché il web rileverà questa rete come soggetto collegato al web, e non il nostro dispositivo. Il software si può scaricare gratis dal sito internet di Hotspot Shield. Per i dispositivi mobili c’è l’alternativa TunnelBear, una app per Android e iOS, l’app è gratuita fino a 1,5 GB di traffico dati al mese dopodiché bisogna abbonarsi per poter continuare ad utilizzarla.

Un altro modo altrettanto efficace di nascondersi alla rete è quello di utilizzare per la connessione un web proxy, cioè un sito che inserisce tra il computer e le pagine che si visitano un server non collegato al proprio dispositivo, in questo modo l’indirizzo IP con cui si visitano i siti sarà quello del server proxy e non quello del nostro PC. Sul sito proxy.org è possibile consultare una lista di web proxy sia gratis che a pagamento. Il funzionamento di quelli gratuiti è più o meno simile: hanno una barra degli indirizzi nella quale digitare l’indirizzo che si vuole visitare per iniziare la navigazione anonima. Occhio però alla velocità poiché la navigazione in questa modalità è sempre più lenta di quando non si utilizzi alcun proxy, è quindi consigliabile scegliere server il più possibile vicino al proprio punto di accesso.

Se si vuole usare invece un motore di ricerca anonimo può essere utile sfruttare DuckDuckGo, che può essere usato alternativamente a Google per evitare che quest’ultimo memorizzi il vostro comportamento mentre navigate in internet. DuckDuckGo funziona bloccando i tracker per la pubblicità, rende la cronologia di ricerca sempre privata e non condivide con nessuno i dati dell’utente. Il motore di ricerca funziona esattamente come Google ed esiste anche come estensione per Chrome, scaricabile sul sito del motore stesso.

In conclusione per potersi quindi garantire l’anonimato in rete non basta utilizzare le modalità segrete o private fornite nativamente dai diversi browser, che servono solo a non memorizzare la navigazione sul dispositivo usato, ma bisogna affidarsi a soluzioni un po’ più articolate come browser adatti, server proxy, VPN, motori di ricerca specifici etc., soluzioni studiate apposta per questo scopo. Considerato che l’anonimato è un nemico del fatturato per le aziende che operano sul web, è normale quindi che il suo utilizzo sia spesso scoraggiato o comunque non incluso di default nei dispositivi che utilizziamo per navigare.

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Come sfuggire alla censura sul web

Se ne parla sempre più: censura, fake news, link corrotti… Ma cosa avviene davvero sul web e come si sfugge al controllo?

Da quando è nato il web il mondo si è radicalmente trasformato. Ormai siamo sommersi da un quantità tale di informazioni e dati che difficilmente riusciamo a distinguere da dove proviene tutto questo cumulo e sovraccarico di informazioni. Proprio da questo intreccio di dati nascono molto spesso quelle che vengono chiamate fake news, e allo stesso tempo, con sempre più utenti connessi al web, diventa più facile per hacker e anche grandi compagnie controllare e manipolare i dati delle persone. Ed ora entra in gioco anche la nuova direttiva dell’Unione Europea sul copyright.

Tutto questo non fa che inasprire il dibattito sulla libertà del web sorto già qualche anno fa con le rivelazioni di Edward Snowden, la crescita incredibile dei social network e la raccolta di dati personali. Ma si può sfuggire al controllo e alla censura? Effettivamente si può, basta seguire qualche trucco (senza essere dei veri professionisti del computer).

  1. VPN

Partiamo dalle connessioni VPN, uno strumento utilizzato sia da professionisti del web sia da persone che si trovano in paesi del mondo in cui la censura web da parte dello stato è molto forte. Con le connessione VPN, oltre a garantirvi la massima sicurezza e privacy, avrete modo di entrare in siti web vietati nel vostro paese, ingannando la localizzazione del vostro indirizzo IP. La connessione VPN viene fornita in abbonamento ed è un ottimo modo anche per stabilizzare la velocità di internet e riuscire ad accedere a più contenuti web.

  1. DNS

Il DNS è il domain name system e permette di associare diverse informazioni al computer e al network. Questi possono essere modificati per navigare attraverso siti e pagine bloccate dalla censura web del paese in cui ci troviamo. In questo modo, cambiando il nome del DNS permetteremo al computer di passare per un server diverso da quello nazionale, prendendo informazioni da un server in un paese diverso. Anche con questo sistema, un po’ più complesso da attuare, si rende la connessione più veloce e persino Google ha messo a disposizione dei DNS pubblici.

  1. Proxy

I proxy è una specie di computer che si inserisce tra il nostro sistema e il sito di destinazione. In questo modo sembrerà che sia qualcun altro a visitare il sito oscurato e non noi. I proxy però non sono sempre affidabile e comunque richiedono una registrazione da parte nostra anche se non dobbiamo installare nessun software speciale.

  1. Tor

Tor è un sistema di navigazione anonima che permette di visitare siti web oscurati, di proteggere la nostra privacy mascherando l’indirizzo IP, crittografare la rete mentre navighiamo e molto altro. Il tutto funziona anche quando VPN e proxy non vanno. Proprio per questo Tor è stato attaccato da vari paesi in cui la censura web è molto forte. 

Questi metodi ci aiutano ad arrivare a siti web nascosti, ad avere una visione d’insieme dei contenuti web e allo stesso tempo proteggono la nostra privacy nascondendoci ad occhi indiscreti. Rimane poi il problema della cultura sul web: ognuno di noi utenti dovrebbe impegnarsi per renderlo un posto davvero libero e sicuro.

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