Uomini e macchine, ecco cosa ci aspetta in futuro

DiStudio Progetto Web

Uomini e macchine, ecco cosa ci aspetta in futuro

La convivenza tra umani e robot intelligenti sembra ormai alle porte, non si tratta più di fantascienza e forse neanche di scienza visto come una tecnologia come l’ (Ai) sta pian piano invadendo le nostre vite. A Milano la metropolitana viaggia già senza conducente così come molte delle auto di ultima generazione, e in uno scenario del genere è plausibile che il futuro prospettato da scrittori di science fiction come Isaac Asimov o Philip K. Dick si stia rapidamente trasformando in presente.

Salvatore Majorana, pronipote del celebre fisico Ettore Majorana e nuovo direttore del Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso, mette però in guardia dall’impiego troppo spregiudicato delle nuove tecnologie senza prima aver adeguatamente preparato gli uomini ad un consapevole utilizzo. La tecnologia ha bisogno di essere accessibile a tutti e le idee degli scienziati hanno bisogno di un’opportuna decodifica per poter essere fruite da più persone possibili, solo così si la tecnologia sarà una consuetudine e non una dipendenza.

Intelligenza artificiale, c’è sempre l’uomo al centro del processo

Lo scienziato siciliano non sembra particolarmente preoccupato dal pericolo che alcuni prospettano, quello cioè di un futuro in cui le macchine faranno a meno degli uomini. La persona, secondo Majorana, è e resterà al centro di questo processo evolutivo. Anche il lavoro in futuro non sarà solo ad appannaggio di robot, le macchine finora hanno migliorato la qualità della vita e costretto gli umani a migliorarsi, e le nuove tecnologie amplificheranno le capacità umane stimolando gli individui ad un continuo studio per potenziare le proprie capacità. Questa la sintesi del direttore di .

Ci sarà poi un passaggio obbligatorio che l’utilizzo di queste nuove tecniche comporterà, e sarà quello di trasferire la tecnologia dai laboratori alle aziende e quindi al mercato. Majorana ipotizza uno scenario in cui le competenze attuali, così come le conosciamo, subiranno un vero e proprio stravolgimento, in un futuro non troppo lontano ci sarà sempre più bisogno di frammentare e riaggregare competenze e abilità diverse.

Ecco perché i vecchi mestieri non scompariranno, anzi subiranno un potenziamento potendo applicarsi a scenari che fino a poco tempo fa erano impensabili. E ciò è possibile solo operando una rivoluzione sia in campo scientifico che in quello dell’impresa, una volta messo in moto il meccanismo, afferma Majorana, il processo sarà inarrestabile e non potrà che portare beneficio ad entrambi i settori.

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