Ue: nuove regole per Copyright, e-commerce e privacy

DiStudio Progetto Web

Ue: nuove regole per Copyright, e-commerce e privacy

Grandi cambiamenti all’orizzonte in Europa per cercare di regolamentare la rete, dall’approvazione del (general data protection regulation), entrato in vigore il 25 maggio scorso, ad oggi molte sono le novità annunciate che riguardano chi vuole vendere online, la diffusione di contenuti e il pagamento delle imposte per chi vende online.

Il mercato unico digitale e la tassa sul link

Lunedì 2 luglio sarà la data di nascita in Europa del Digital Single Market, il mercato digitale unico che l’Europarlamento varerà votando la direttiva proposta dalla Commissione Europea nel 2016. Ma le polemiche si sono scatenate ancor prima dell’approvazione e riguardano in modo specifico due articoli del regolamento, l’11 e il 13 che, nelle intenzioni della Commissione giuridica dell’Eurocamera, dovrebbero tutelare la condivisione di link e il dei contenuti pubblicati online.

L’articolo 11 rigurda quella che è già stata battezzata “link tax”, la , la norma dovrebbe costringere grandi colossi come Google o Facebook a pagare gli editori ogni volta che condividono un articolo sulle loro piattaforme, sarà obbligatorio per i giganti della rete chiedere il permesso agli autori per poter usare i loro snippet, cioè i riassunti di poche righe di presentazione dell’articolo che molto spesso si sostituiscono all’articolo stesso soprattutto quando, per poter leggere il resto della notizia, gli utenti devono pagare.

L’altro articolo controverso, il 13, riguarda invece gli utenti stessi che d’ora in poi non potranno caricare sulle piattaforme social come YouTube o Instagram contenuti protetti dal copyright, infatti viene fatto obbligo ai network come questi di filtrare i contenuti per impedire la condivisione di materiale protetto dal diritto d’autore. Fredda la reazione dei che non sembrano molto inclini ad adottare questo sistema temendo probabilmente la perdita di una quantità considerevole di utenti.

E le reazioni ai nuovi provvedimenti non sono certo mancate. Google, a quanto riporta il Financial Times, avrebbe già esercitato pressioni sulle aziende che beneficiano della Google digital news initiative, il programma di finanziamento rivolto ai progetti editoriali più innovativi, per stimolarle a far sentire la loro voce nei confronti degli europarlamentari e cercare di bloccare le modifiche annunciate.

Mentre sulla tassa sul link è sceso in campo direttamente il vicepremier pentastellato italiano Luigi Di Maio, virtualmente rappresentante di tutte le forze europarlamentari che si battono da sempre per la rete libera, il neo ministro del lavoro italiano si è apertamente espresso a sfavore della disposizione che, secondo lui, metterebbe il bavaglio alla rete, annunciando che il governo italiano non recepirà la norma qualora non venisse modificata.

Gdpr e tasse, nuove regole per la privacy e l’

Anche le regole per l’e-commerce sono destinate ad essere oggetto di una piccola rivoluzione. Seguendo l’esempio dell’Europa che ha spesso combattuto da sola contro i giganti del web come Amazon o Google, anche gli Stati uniti adesso sono pronti a cambiare alcune norme che riguardano le vendite online. La corte suprema degli Usa ha stabilito infatti che i negozi online dovranno pagare le tasse nel paese dove ottengono i ricavi, anche in assenza di un punto fisico di vendita.

Sul fronte privacy l’Europa registra un altro cambiamento radicale nelle regole che governano la tutela dei dati personali in rete. Caposaldo della svolta è l’ormai noto Gdpr (general data protection regulation) che, entrato in vigore nel 2016, è diventato applicativo il 25 maggio scorso. Molti i punti caldi del nuovo regolamento che vanno dall’obbligo di richiedere il consenso in maniera chiara e comprensibile, alla notifica della violazione di dati entro 72 ore fino alla nomina di un responsabile per la protezione dei dati che garantisca il rispetto delle regole. Salate le sanzioni previste che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuale se questo supera i 20 milioni.

fonte: ilsole24ore

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